17/nov/2009

Spazio alla creatività: riutilizzare i materiali usa e getta!


Un individuo medio produce una quantità elevatissima di rifiuti, in gran parte composti da materiali che possono essere riciclabili ma che finiscono in discarica.
Se invece fate parte di quella percentuale di persone che non riciclano, fermatevi un secondo a riflettere. Riciclare anche solo una lattina permette di risparmiare una quantitativo di energia pari a quella necessaria per tenere accesa una TV per 3 ore. Immaginate allora cosa si potrebbe ottenere in termini di energia se si riciclassero bottiglie di plastica, di vetro, carta e scatolame vario. E' il caso di non farci prendere dalla pigrizia ma iniziare ora a riciclare!
Se pensiamo ai materiali usa e getta, per esempio, con un po' di ingegno e si potrebbe fare in modo di prolungare la loro vita oltre il singolo utilizzo per il quale sono stati creati.
I bicchieri e i contenitori per le uova, possono essere riutilizzati per le piantine dell'orto, mentre i contenitori per liquidi se ritagliati sul fondo costituiscono ottime protezioni. Per quanto riguarda le bottiglie di acqua, può essere una buona idea usarle come distributori di semi per uccelli.
La lista continua... coperchietti di plastica possono essere utilizzati come giochi per i bambini o decorazioni natalizie, mentre, una volta accuratamente lavati, i vasetti di vetro possono essere riutilizzati per mettere qualsiasi cosa, dalle monete alle caramelle. Il limite? Solo la nostra creatività!

12/nov/2009

Breathing Places: progetto made in Uk di salvaguardia ambientale



Lo sapevate che in Gran Bretagna la BBC ha attivato un progetto per la sostenibilità, chiamato Breathing Places? Questa iniziativa ha lo scopo di sensibilizzare alla salvaguardia ambientale incoraggiando le persone a fare un passo, a compiere un’azione concreta a favore della natura. Dal suo esordio nel 2005, il progetto si è sviluppato coinvolgendo 48 mila persone, 183 partners tra cui importanti organizzazioni britanniche per l’ambiente,15 comuni e 27 mila studenti, realizzando un totale di 1381 eventi. Sono stati piantati 71 mila alberi e fiori, trasformando oltre 1 milione di metri quadrati di terreno.

Chiunque può partecipare agli eventi, dare un contributo, fare la differenza. Le possibilità sono tante e non necessariamente richiedono soldi, ma il desiderio di realizzare qualcosa di positivo e la volontà di realizzarlo concretamente.
Nonostante gli ottimi risultati, la missione di questo progetto continua. Il prossimo evento riguarda il superamento del record mondiale per il maggior numero di alberi piantati in un giorno. Per saperne di più e scoprire cosa si può ancora fare per proteggere la natura del luogo in cui viviamo, il sito di Breathing Places offre molti spunti interessanti.

09/nov/2009

Transition towns e Ellen Bermann: un incontro sulla decrescita per una vita dopo il petrolio



In oltre settecento paesi e città del mondo è in atto un esperimento: provare a vivere senza dipendere dal petrolio.

Si tratta delle Transition Towns, un fenomeno che sta cominciando a diffondersi anche in Italia grazie alla Dott.ssa Ellen Bernmann, consulente in ambito turistico che si occupa anche di responsabilità sociale d'impresa e di mobilità sostenibile, nonché co-fondatrice dell'Associazione Transition Italia. Il petrolio sta per finire, la Terra è allo stremo, il nostro stile di vita non è sostenibile per il pianeta.
Un tentativo per cambiare questa situazione in modo concreto è rappresentato da alcune città e paesi che stanno modificando radicalmente le proprie abitudini, uno stile di vita che non fa ricorso al petrolio, volto alla riduzione della dipendenza alimentare e non solo. Un insieme d’iniziative condivise dalle comunità e non imposte dall’alto o dalle autorità. Transition è infatti un movimento culturale nato nel 2003 in Inghilterra dalle intuizioni e idee di Rob Hopkins, secondo il quale è necessario che le persone imparino ad osservare il proprio modo di vivere con occhio differente. Le abitudini che diamo per scontate non sono sempre esistite ma sono, invece, una conseguenza dei cambiamenti avvenuti nell’ultimo secolo; perciò, in quanto tali, possono nuovamente essere oggetto di cambiamento.
Ed è questa la decrescita felice, come sostiene Ellen Bermann: "Le Transition Towns sono delle esperienze di resilienza locale (per resilienza intendo la capacità di una comunità di essere autosufficiente rispetto all’esterno per quel che riguarda il cibo, l’energia e le attività economiche) in cui si prendono in considerazione due effetti ambientali molto importanti e attuali: uno è il cambiamento climatico e l’altro è il picco del petrolio. Spesso i due aspetti vengono considerati in maniera separata, ma se andiamo ad analizzarli in modo olistico possiamo renderci conto del fatto che sono due facce della stessa medaglia. La cosa più appassionante e interessante delle Transition Towns è l’approccio estremamente positivo capace di far presa sul livello locale della nostra esperienza di vita: non tutti avremo modo di emigrare in un eco villaggio, quindi è necessaria una modalità di approccio che prenda in considerazione il dove effettivamente le persone vivono: nei loro paesi e nelle loro città. Ed è lì che bisogna trovare delle soluzioni: sull’esistente".
Magari tutto ciò potrebbe sembrare piuttosto utopico, ma il numero dei paesi in cui questa è divenuta una concreta realtà è ‘felicemente’ in crescita.

Per saperne di più, vi segnaliamo un incontro sui temi della decrescita tenuto dalla stessa Ellen Bermann, che si svolgerà mercoledì 25 e giovedì 26 novembre, ore 21 in via Porpora 45, a Milano.