13/04/12

Meccanica di demode engineered by Valcucine



Trenta raggi convergono sul mozzo,
ma è il foro centrale che rende utile la ruota.
Plasmiamo la creta per formare un recipiente,
ma è il vuoto centrale che rende utile un recipiente.
Ritagliamo porte e finestre nella pareti di una stanza:
sono queste aperture che rendono utile una stanza.
Perciò il pieno ha una sua funzione,
ma l'utilità essenziale appartiene al vuoto.
(Lao Tzu)


La tendenza ormai diffusa a favore dell’eco-sostenibilità porta sempre più alla realizzazione di prodotti, denominati eco-chic, ma completamente in antitesi con le possibilità economiche dei giovani: il progetto demode vuole risolvere questo problema dando la possibilità di acquistare un prodotto eco-compatibile a prezzi sostenibili.

Meccanica è un sistema rivoluzionario di cucina eco-sostenibile sia di fatto che di prezzo: un vero e proprio prodotto di “democratic modern design”.




Per arrivare a questi risultati, demode engineered by Valcucine ha reinventato il sistema di mobili cucina lavorando sulla massima semplificazione della struttura: una serie di tubi in ferro, facilmente assemblabili “fai da te”, costituiscono l’intelaiatura dei mobili di Meccanica. Non utilizzando colle vengono evitate le cancerogene emissioni di formaldeide.

Il sistema è stato concepito per ottenere la massima dematerializzazione grazie al fatto che può essere progettato senza fianchi dei fusti e senza ante, si può ottenere così una struttura completamente nuda utilizzando il minimo di materia necessaria. Il contenimento è stato ripensato esteticamente e funzionalmente grazie alla possibilità di inserire ripiani e cestoni a vista. Il sistema è inoltre integrabile e sviluppabile anche in un secondo momento.

Il sistema prevede anche un utilizzo tradizionale di ante: una in multistrato di legno di pino, disponibile anche in diverse colorazioni tinte all’anilina; una più innovativa, realizzata con una pelle in stoffa elastica, molto tecnica. Il rivestimento è asportabile, lavabile e antimacchia, ideale per l’utilizzo in cucina; una più tecnica ed informale in metallo.

Meccanica viene proposta inoltre con un particolare piano in RE-Y-STONE® un materiale biocomposito di carta riciclata post-consumo e resina naturale, residuo fibroso della macinazione e spremitura della canna da zucchero.  Il materiale fibroso, come pure la matrice di resina, derivano da materiali vegetali rinnovabili, non c'è quindi dipendenza diretta da fossili o risorse non rinnovabili (petrolio, gas naturale).



Grazie all’estrema flessibilità e possibilità di personalizzazione con Meccanica si possono arredare diverse aree della casa: dalla cucina, alla zona living, dalla lavanderia alle stanze più informali.

La possibilità di assemblaggio da parte dell’acquirente finale, consente di ridurre ulteriormente il costo d’acquisto. Infatti, due sono le fasce di prezzo proposte da demode, una più alta, comprensiva di montaggio e una inferiore, esclusa di montaggio.

Meccanica progettata per essere riutilizzabile al 90% e riciclabile al 100% e grazie alla Garanzia di responsabilità a vita di Valcucine ne è garantito il ritiro a fine ciclo di vita producendo così zero rifiuti.

11/04/12

ABBIAMO UN SOGNO: UN MONDO SENZA RIFIUTI

Nell’ottica di condivisione e di arricchimento reciproco, all’interno e nell’area esterna allo showroom, durante i giorni di Fuorisalone (da martedì 17 a domenica 22 Aprile), Valcucine, oltre all’esposizione delle novità di prodotto, darà spazio ad alcune realtà artigianali e non, affini al mondo della responsabilità d’impresa e alle teorie della decrescita, teorie dalle quali trae ispirazione particolare il marchio demode enginereed by Valcucine con il suo innovativo sistema di mobili Meccanica.
Su alcune isole operative di Meccanica, IrideFixed,
Caira Design, Patagonia Milano ed ecocucina.org ripareranno, ricicleranno, riutilizzeranno e ripristineranno i vostri prodotti, mostrando l’aspetto manuale che non sempre viene valorizzato correttamente.

Traendo ispirazione dalle più sperimentali architetture Caira design destrutturerà e ricomporrà delle borse vintage dai vostri vecchi pantaloni (non dimenticate di portare anche una cravatta se volete la tracolla!!)

Al motto di "fare! non delegare" IrideFixed, che vuole offrire a tutti una bici capace di rispecchiare la personalità di chi la guida, in questi giorni di Fuorisalone riparerà le vostre biciclette o le trasformerà in splendide fisse (servizio a pagamento)


Ecocucina.org presenterà un nuovo modo di cucinare, sostenibile e senza sprechi ogni sera dalle 18.30 preparando appetitosi stuzzichini con quello che il catering non utilizza.




Patagonia Inc, l'azienda d’abbigliamento e attrezzatura outdoor californiana nota a livello internazionale per il suo impegno nella realizzazione di prodotti di qualità e per l’attivismo ambientale, spiegandone il processo ritirerà i vostri vecchi pile usati per poterli poi riciclare.


Vi attendiamo per condividere questa esperienza all'esterno e all'interno dello showroom Valcucine Milano Brera in C.so Garibaldi 99 all'interno del Brera Design District.


Per condividere con noi su twitter abbiamo scelto alcuni temi:


@demode_it #decrescita 
@iridefixed #riparare
@CAIRAdesign #riciclare
@Liscalisca #ricontestualizzare
@Patagonia #riciclare
@Fuorisalone #BDD2012


08/03/12

La garanzia di responsabilità a vita di Valcucine e demode



Nucleo tra i più vitali ed interessanti del panorama milanese, la zona di Brera, promossa da Brera Design District di cui Valcucine è main sponsor dal 2010, è pronta per animarsi ancora una volta di eventi speciali in occasione del Fuorisalone 2012.

Lo spazio di Valcucine, in corso Garibaldi 99, diventa sintesi, trasformazione, narrazione delle possibili vie creative di domani: i diversi volti di Valcucine si esprimono per l’occasione attraverso un allestimento che porta in scena la responsabilità di impresa, una consapevolezza che si esprime attraverso il lancio della “garanzia di responsabilità a vita”.


Non possiamo continuare a produrre oggi, senza preoccuparci delle merci che andiamo ad accumulare nell’ambiente domani. Da qui, l’impegno pubblico di Valcucine a ritirare i suoi prodotti e a garantirne lo smaltimento al termine del loro ciclo di vita, promuovendo quel processo per il riciclo e/o il ricondizionamento dei materiali usati.


Segno concreto di questo approccio e protagonista ispiratore dell’allestimento per il Fuorisalone 2012, è il nuovo sistema MECCANICA a marchio “demode engineered by Valcucine”, nato sotto l’egida di Valcucine: un programma dall’intelaiatura leggera e dal design innovativo, i cui singoli elementi strutturali si uniscono tra loro attraverso giunzioni meccaniche.

Nessun utilizzo di colle e, dunque, nessuna traccia di formaldeide; Meccanica è riutilizzabile al 90% e riciclabile al 100%.Nell’ottica di condivisione e di arricchimento reciproco, all’interno e nell’area esterna allo showroom, verrà dato spazio ad alcune realtà artigianali e non, affini alla filosofia e al mondo della responsabilità d’impresa Valcucine e demode, che ricicleranno, ripareranno e ripristineranno i loro prodotti, mostrando l’aspetto manuale che non sempre viene immediatamente percepito.



Partner del Fuorisalone demode saranno Patagonia Milano, IrideFixed Modena, Cairadesign e Ecocucina , tutti rigorosamente dal DNA sostenibile.

17/11/11

Sprecare le risorse idriche mondiali: dati, fatti e soluzioni


L'acqua è il simbolo della vita, della purezza.Ad essa sono state associate immagini, letteratura, simbolismi.
È forse il simbolo della vita però quello che oggi riveste un maggior significato. Senza di essa ogni ipotesi di nascita, crescita e sviluppo può essere vanificata. Sappiamo che essa è sicuramente un fattore limitante dello sviluppo. Anche quando sono disponibili mano d'opera, capitale, terra, minerali, risorse naturali, la scarsità di acqua impedisce una vita decente e moderna, attività agricole, manifatturiere, turismo, tutto.
Sappiamo che il 71% della superficie terrestre è ricoperta di acqua e circa il 98% del volume totale si trova negli oceani e nei mari ed è troppo salato per poter essere utilizzato per l'agricoltura o per usi domestici e industriali. Solo il 2,5% è costituito da acqua dolce, ma la maggior parte di questa (l'87% circa) è concentrata nei ghiacciai, nell'atmosfera o a grandi profondità ed è quindi difficilmente utilizzabile. Le fonti principali di approvvigionamento sono i fiumi, i laghi e le falde acquifere dove si raccoglie la quantità d'acqua che si rende disponibile per l'uso attraverso il ciclo idrologico.

Oggi uno dei fattori di maggiore interesse sociopolitico è legato alla questione che l'acqua non è solo poca, è anche distribuita in modo ineguale sulla superficie terrestre. La maggior parte di essa è concentrata in alcuni bacini della Siberia, nella regione dei Grandi Laghi in Nord America, nei laghi Tanganika, Vittoria, Malawi in Africa, mentre il 27% è costituita dai cinque più grandi sistemi fluviali: il Rio delle Amazzoni, il Gange con il Bramaputra, il Congo, lo Yangtze e l'Orinco.
Oggi la crisi della risorsa idrica è stata aggravata dall'interazione dinamica di molti processi sia a livello locale che a livello globale: fattori ambientali (cambiamenti climatici, desertificazione, scomparsa delle zone umide-tampone); fattori economici (le sorti dell'industria agro alimentare, la globalizzazione degli scambi, il bisogno crescente di energia); processi sociali (migrazioni, urbanizzazione, crescita demografica, epidemie); processi culturali (riconversione dei sistemi rurali ed urbani).

Seconda una indagine della World Bank, 80 paesi (con il 40% della popolazione mondiale) hanno difficoltà di approvvigionamento e le loro risorse idriche non hanno quei requisiti di qualità che dovrebbero tutelare la salute.
Il costo in termini di impronta idrica di una semplicissima t-shirt è di 2700 litri di acqua; per un paio di scarpe arriviamo a ben 8000 litri, mentre per un caffè si scende a 140 litri e per una mela a 70: i processi di produzione attuali non sono certamente all’insegna della sostenibilità, secondo quanto messo in luce dal Rapporto Quant’acqua sfruttiamo, redatto dal Sustainable Europe Research Studies per conto dell’associazione ambientalista Amici della Terra.
Uno spreco notevole che incide nettamente sul nostro pianeta che paga e sta facendo pagare a noi lo sfruttamento indiscriminato delle proprie risorse: sfondato il tetto dei sette miliardi di abitanti della Terra, sono sempre gli stessi a concedersi i benefici non solo del progresso ma anche della natura, quelli che dovrebbero essere garantiti a tutti. L’impronta idrica media giornaliera di un cittadino nord americano, ad esempio, è la maggiore di tutto il mondo con 7650 litri pro-capite, contrapposta a quella di 3350 degli africani; senza contare quelli che, tra quanti vivono nell’Africa sub-sahariana, non hanno neanche accesso a risorse fondamentali per la sopravvivenza.

Per esemplificare quali sono i nostri sprechi quotidiani, quelli di cui non siamo consapevoli e che non si risolvono con le buone norme che è, tuttavia, necessario sempre rispettare per senso di civiltà, il rapporto si sofferma sul percorso di una t-shirt, da quando non è altro che un fiocco di cotone in un campo, fino al suo giungere sugli scaffali di un negozio. Ebbene, per ottenere un chilo di tessuto, scopriamo, sono necessari ben 11000 litri di acqua.
Le piante del cotone, presenti nelle regioni tropicali e subtropicali di tutto il mondo, vengono coltivate in numerosi paesi dell’Asia: nel 2009 i paesi maggiori produttori sono l’India e la Cina. Dell’acqua contenuta al loro interno, circa il 45% è quella proveniente dall’irrigazione, il 41% è l’acqua piovana evaporata dal campo durante la crescita ed il 14% è necessaria per diluire le acque reflue derivanti dall’uso di fertilizzanti e prodotti chimici. A questo vanno aggiunti tutti i processi che portano all’intera realizzazione del prodotto, inclusa la raccolta, l’elaborazione della garza di cotone, la cardatura, la filatura, la tessitura, il candeggio.
Prodotte da un’industria tessile ormai tutta localizzata nei grandi centri emergenti dell’Asia, come Dacca in Bangladesh in cui si contano circa 3000 fabbriche, da uomini e soprattutto donne che lavorano in condizioni di schiavismo totale, realizzando una media di 250 t-shirts all’ora per una paga mensile di 42 dollari.

Anche lo smodato uso di acqua in bottiglia in paesi che dispongono di risorse idriche sufficienti, oltre ad essere costoso e condizionato semplicemente da campagne pubblicitarie, dal momento che «la merce acqua in bottiglia non è molto diversa dall’acqua di rubinetto trattata», crea un impatto ambientale notevole e che sarebbe facile ridimensionare: l’imbottigliamento ed il trasporto sono due processi che che implicano il consumo di grandi quantità d’acqua, energia, materiali, nonché il rilascio di emissioni.
La plastica, attualmente, è una vera e propria piaga che affligge il nostro pianeta: nell’Oceano Pacifico c’è una quantità di spazzatura superiore di sei volte a quella del plancton mentre il Pacific Trash Vortex è composto per il 90% di plastica, materiale che ogni anno uccide 100 000 tra mammiferi ed uccelli marini che lo mangiano, credendo che sia cibo. Forse ciascun cittadino è troppo piccolo e lontano da queste realtà per poterne mutare il corso, ma quel che è certo è che una modifica dei propri comportamenti consumisti che danneggiano non solo l’ambiente ma anche l’umanità, potrebbero rappresentare un passo significativo per il miglioramento.

L'UNESCO ha fondato nel 2000 un Programma di Valutazione delle Risorse Idriche Mondiali (WWAP), che rappresenta l’impegno delle Nazioni Unite a sviluppare gli strumenti e le capacità necessarie per raggiungere una migliore conoscenza dei processi, delle pratiche di gestione e delle politiche che aiutano a migliorare la fornitura e la qualità delle risorse delle acque dolci globali.
L’obiettivo principale del programma è quello di valutare e dare informazione sullo stato delle risorse delle acque dolci del mondo e sulla loro richiesta, definire problemi critici ed esaminare la capacità delle nazioni di superare i conflitti legati all’acqua. Il primo prodotto del WWAP è il Rapporto sullo Sviluppo delle Risorse Idriche Mondiali, pubblicato ogni tre anni e presentato congiuntamente al Forum Mondiale dell’Acqua.

Tra i compiti del Programma:
- monitorare, valutare e divulgare informazioni sulle risorse di acqua dolce e sugli ecosistemi nel mondo, la gestione e l’utilizzo delle acque, e identificare temi critici e problemi;
- fornire assistenza ai paesi per sviluppare le proprie capacità di valutazione;
- incrementare la consapevolezza sulle problematiche presenti e future rappresentate dall’acqua e fare così pressione sui programmi mondiali dell’acqua;
- apprendere conoscenze e rispondere alle richieste di coloro che agiscono a livello decisionale e dei dirigenti che si occupano di acqua;
- promuovere un equilibrio culturale e di genere;
- misurare i progressi verso il raggiungimento di un utilizzo sostenibile delle risorse idriche attraverso specifici indicatori;
- dare supporto alle autorità competenti includendo l’identificazione di futuri alternativi.

03/08/11

Meccanica by Demode



directed by Enrico Zanetti
motion graphics and editing by Enrico Marcon
music by Luca Lenardi & Federico Piccin | Atracoustic
photos by Nicola Picogna & Udo Koehler
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20/05/11

Eticamente 2011: Il profumo del pane


Vi segnaliamo un'interessante ciclo di incontri con l'Associazione Pro Loco Tegliese "ETICA-mente 2011:IL PROFUMO DEL PANE", giunta alla sua nona edizione, nei giorni 3.4.6.9.10.11.12 giugno 2011 presso diverse località del veneziano: Cintello di Teglio Veneto, Portogruaro, Concordia Sagittaria e Fossalta di Portogruaro.
Gli incontri approfondiranno i temi dell'alimentazione e del consumo critico, globalizzazione e slow food a confronto, agricoltura e natura, ma anche decrescita e sostenibilità.
In particolare, lunedì 6 giugno alle 21.00 presso il Teatro Russolo di Portogruaro ci sarà l'incontro con SERGE LATOUCHE "Il cibo, l'energia primaria della vita" condotto dal giornalista Stefano Liberti.

Serge Latouche (Vannes, 12 gennaio 1940) è un economista e antropologo francese, uno degli animatori de La Revue du MAUSS, presidente dell’associazione ‘la ligne du horizon’, è professore emerito di Scienze economiche all’Università di Parigi XI e all’Institut des études du devoloppement économique et social (IEDS) di Parigi. Specialista dei rapporti economici e culturali Nord-Sud e dell’epistemologia delle scienze sociali. Se si analizza il suo pensiero, si comprende come egli sia tra gli avversari più noti dell'occidentalizzazione del pianeta, così come un sostenitore della decrescita conviviale e del localismo. Serge Latouche critica il concetto di economia intesa in modo formale, cioè come attività di mera scelta tra mezzi scarsi per poter raggiungere un fine. Rifacendosi in tal senso al pensiero di Karl Polanyi, egli propone il concetto dell'economico, rifacendosi alla definizione di economia sostanziale, intesa come attività in grado di fornire i mezzi materiali per il soddisfacimento dei bisogni delle persone. Inoltre, critica il concetto di sviluppo e le nozioni di razionalità ed efficacia economica, attraverso argomentazioni teoriche solide e con un approccio empirico comprensivo di numerosi esempi. Latouche è uno dei critici più acuti della ideologia universalista dalle connotazioni utilitariste: rifacendosi anche alle concezioni di Marcel Mauss e di Ivan Illich (di quest’ultimo abbiamo parlato in questo post), rivendica la liberazione della società occidentale dalla dimensione universale economicista.
A coloro che nel mondo contemporaneo mettono in discussione la prospettiva universalista, cioè la pretesa della civiltà occidentale di imporre una serie di valori considerati validi per tutto il genere umano, si obietta che criticando l’universalismo, si può finire nel relativismo e nel particolarismo. Latouche ribalta tale accusa addossandola proprio all'universalismo che non è altro che una creazione ideologica occidentale, di un occidente che in nome della propria identità, pretende d'imporre un imperialismo culturale al resto del mondo. Contro l'universalismo Latouche rivendica, invece, la necessità di valorizzare l’aspirazione a un dialogo fra le culture, a una coesistenza delle culture.
Per maggiori informazioni su "Eticamente 2011: Il profumo del pane", visitate prolocotegliese.org.